Come Aprire uno Studio Professionale Massoterapico (MCB)

L’abilitazione di Massaggiatore e Capo Bagnino degli stabilimenti idroterapici offre diverse possibilità tra cui quella di esercitare la libera professione in proprio gabinetto Massoterapico o anche presso il domicilio del paziente (come disciplinato dal regio Decreto 1334/28 sulle arti ausiliarie sanitarie).

Aprire uno Studio Massoterapico è abbastanza semplice. In questo articolo saranno illustrati l’iter burocratico, quali sono le leggi vigenti da rispettare, gli obblighi richiesti, le dimensioni minime ed inoltre le richieste da fare all’Asl o al Comune.

Lo Studio Professionale di Massoterapia, ad eccezione dell’autorizzazione del Sindaco per effettuare pubblicità sanitaria in base alla legge 175/92, in sostanza non necessita di alcuna concessione amministrativa.

Per aprire uno Studio Massoterapico è quindi sufficiente recapitare la Dichiarazione di inizio attività (D.I.A.).
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ISTRUZIONI E PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI PER APRIRE UNO STUDIO MASSOTERAPICO


Per il professionista che intende iniziare la libera professione nel proprio studio massoterapico deve seguire la seguente procedura:

  1. Apertura della partita I.V.A. Il codice d’apertura della partita I.V.A. è 86.90.29 (altre attività paramediche indipendenti “nca”), le prestazioni sanitarie fornite alla persona sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/72.
  2. Comunicazione di apertura dello studio tramite DIA da recapitare al Sindaco o come indicato da eventuali normative regionali. A questa comunicazione vanno inoltre allegati la licenza abilitante dell’arte sanitaria (Diploma), la planimetria e la destinazione d’uso dei locali con copia del contratto di locazione o di un comodato o attestazione di proprietà. Inoltre è indispensabile allegare una relazione tecnica redatta da un geometra, un architetto o un ingegnere iscritti all’ordine, o un’autocertificazione che attesti l’agibilità dei locali, la sicurezza e la conformità dell’impiantistica elettrica e termoidraulica alle vigenti normative.
  3. Non deve essere richiesta alcuna autorizzazione alla ASL competente per territorio che, comunque, potrà effettuare controlli per la sicurezza, l’agibilità e l’igiene dei locali dato che le arti sanitarie, ai sensi dell’ar 99 del TULS, sono soggette a vigilanza sanitaria volta all’accertamento del titolo di abilitazione, nonché all’esercizio delle arti ausiliarie sopra citate.
  4. La pubblicità sanitaria è regolamentata dalla legge 175/92. La domanda per poter effettuare pubblicità sanitaria (targhe, inserzioni ecc.) va indirizzata al Sindaco competente per territorio che ne autorizza la relativa concessione. La pubblicità sanitaria può essere effettuata solo quando si è in possesso del relativo numero di concessione rilasciato dal Sindaco e deve essere effettuata rigorosamente ai sensi di legge.
  5. Le prestazioni sanitarie erogate devono essere accompagnate da prescrizione medica.
  6. Il professionista deve sottoscrivere un’assicurazione RC contro Terzi.
  7. E’ consigliato avere un’assicurazione infortuni personale.

LEGGE SULLA PRIVACY

Ogni professionista è obbligato al rispetto delle norme sulla privacy (Regolamento UE 2016/679).

ASSOCIAZIONI E SOCIETÀ DI PROFESSIONISTI

Il DL 223/06, noto come Decreto Bersani, ha abolito il divieto di associazione tra professionisti ovviamente con i seguenti limiti che dovranno essere rispettati:

  1. L’oggetto sociale relativo all’attività libero professionale deve essere esclusivo.
  2. Il medesimo professionista non può partecipare a più di una società.
  3. La specifica prestazione deve essere resa da uno o più soci professionisti, ognuno sotto la propria responsabilità.

Ora vediamo quali sono i requisiti minimi per scegliere un locale adatto da adibire a Studio Massoterapico.

REQUISITI GENERALI:

  • La studio deve essere dotato del certificato di abitabilità/agibilità o della documentazioni che ne attesti la conformità ai requisiti igienico sanitari ed edilizi previsti dai regolamenti comunali.
  • La struttura deve possedere i requisiti tecnici generali previsti dal D.P.R. 14/01/97, di seguito elencati:
    • Protezione antisismica.
    • Protezione antincendio.
    • Sicurezza elettrica.
    • Impianti di distribuzione dei gas.

REQUISITI STRUTTURALI:

  • Presenza di locale/vano di attesa di adeguata superficie, di norma non inferiore a mq 9;

Sala d’attesa piccola ma accogliente, necessaria perché il locale sia a norma.

  • Disponibilità di locale per l’effettuazione delle prestazioni professionali con adeguata superficie, di norma non inferiore a mq 9, dotato inoltre di lavabo con rubinetteria a comando non manuale, riservato all’attività sanitaria;
  • Un servizio igienico dotato di antibagno con lavabo, soprattutto se già non disimpegnato da altro vano;
  • I locali devono avere pavimenti di materiale impermeabile e ben connesso, liscio e di facile pulizia da effettuare quotidianamente, gli stessi requisiti inoltre valgono per le pareti perimetrali del servizio igienico per un’altezza di m. 2,00;
  • Tutti i locali devono avere un’altezza non inferiore a 2,70, eccetto i servizi igienici dove è consentita un’altezza  non inferiore a m. 2.40. Un’adeguata illuminazione e ventilazione naturale (superficie finestrata apribile pari a 1/8 di quella dei pavimenti dei singoli spazi) o in alternativa alla sola ventilazione naturale, impianto di climatizzazione conforme al Tit. 3° del Regolamento Comunale d’Igiene;
  • Gli ambienti devono essere adeguatamente arredati e deve essere inoltre disponibile l’attrezzatura, la strumentazione e le apparecchiature necessarie per effettuare i trattamenti;
  • Il locale destinato all’archiviazione inoltre deve garantire la riservatezza della documentazione sanitaria;

L’archivio deve garantire la privacy di ogni cliente.

REQUISITI ORGANIZZATIVI:

  • L’attività sanitaria della struttura non deve essere organizzata in forma d’impresa. In tal caso la struttura deve essere autorizzata come ambulatorio medico.
  • Nello studio in cui esercitano più professionisti associati, inoltre, resta ferma la titolarità e responsabilità dei singoli professionisti mentre possono essere condivisi servizi e attrezzature.
  • Negli studi professionali non possono essere eseguite prestazioni che determinino procedure diagnostico-terapeutiche di particolare complessità, soprattutto che comportino un rischio per la sicurezza del paziente.

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